3 libri per bambini per l’estate

È stato un periodo di pieni e di grandi vuoti da colmare, di mancanze, nostalgie e di cambiamenti pronti ad accogliermi, di sconfitte, di nuove sfide, di speranze…insomma una bella matassa da cui siamo tutti attraversati più o meno in tante fasi della nostra vita ma che quando tocca a te in prima persone beh aiuto! Il primo a risentirne con me in questo caso è stato il blog che langue e piange inevitabilmente ma è qui pronto ad essere rivitalizzato.

L’estate è un momento di ricarica, di ripresa e di stacco in attesa della ripartenza e non possono quindi mancare dei libri a farci da compagnia e supporto in città, al mare o ovunque ci porti la nostra vita. Ce ne sarebbero un’infinità da scegliere ma preferirò il “pochi ma buoni”.

  • il piccolo giardiniere“Il piccolo giardiniere” di Emily Hughes edito da Settenove: splendido, luminoso e ad ampio respiro estivo anche solo per le illustrazioni morbide e setose di questa autrice meravigliosa che abbiamo già conosciuto con Selvaggia. Narra la storia di un giardiniere in formato mini che si dedica anima e corpo alla cura del suo spazio verde, ci mette tutto l’impegno possibile ma nonostante si sforzi al massimo la sua dedizione e la sua fatica non vengono ripagate. Il giardino è pieno di erbacce, è secco e non produce nessun buon risultato tranne un unico fiore rosso bello e rigoglioso. E qui c’è la svolta essenziale del libro perché il nostro piccolo giardiniere volenteroso non pretende di fare tutto da solo ma scopre la potenza benefica del chiedere aiuto e di avere pazienza e fiducia. Rivolge una richiesta la cielo e dopo essere caduto in un sonno profondo si risveglia con un nuovo giardino curato e rigoglioso in cui il fiore rosso è solo una delle tante bellezze. Il miracolo è stata compiuto da una bambina attratta dal giardino spoglio e dalla possibilità di ridargli vita. Un grande insegnamento rivoluzionario per i bambini!

 

  • “Le vacanze degli animali” di Marianne Dubuc edito da Orecchio acerbo: è la versione vacanziera de “Le case degli animali”, altro albo bellissimo edito sempre dalla casa editrice romana. Un libro visivamente splendito e pieno di dettagli- che mi ricorda in questo i libri di Richard Scarry che leggevo da piccola- che seguendo le consegne di Topo postino ci accompagna nelle case di vacanza dei piccoli animali protagonisti sbirciandone particolari e abitudini a volte anche molto buffe. Dalla giungla all’isola deserta, dal bosco alla città l’esplorazione sarà divertente per piccoli e grandi.

Le case degli animali_cover

  • “Un mare di tristezza” di Anna Iudica, Chiara Vignocchi , Silvia Borando edito da Minibombo: come? La tristezza in vacanza? Ebbene sì, le emozioni in tutta la loro vasta gamma fanno parte della vita dei bambini e degli adulti in qualunque stagione e il tempo libero delle vacanze può far emergere anche sensazioni non troppo positive che non ci aspettiamo. Accettarle e farci i conti senza evitarle è però un compito fondamentale da insegnare ai bambini. Minibombo ci prova (e ci riesce!) con questo piccolo albo delizioso in cui un pesciolino triste e sconsolato decide di farsi una nuotata per risollevarsi il morale. Durante il suo percorso però incontra solo altri pesci ancora più tristi di lui: polpi, triglie, sogliole, pesci palla sono tutti abbattuti, mogi, desolati (ottimo modo per insegnare tanti sinonimi ai bambini). Ad un certo punto però una tartaruga saggia propone al nostro pesciolino un punto di vista diverso: se fosse la prospettiva ad essere sbagliata? Se bastasse fare il percorso al contrario per scoprire espressioni ed emozioni diverse? Ed ecco che leggendo la storia a ritroso tutto prende una piega più gioiosa e felice! Un piccolo libro sull’empatia e le emozioni da portare con sé durante le vacanze.

home.mare

È il caso di prendere un cane in famiglia?

Ecco se chiedete a me in questo momento della mia vita se sia il caso di prendere un cane a casa vi risponderò comunque si. Anche se è un impegno grandissimo, anche se porta via tempo, vi fa preoccupare, vi impone un’organizzazione precisissima delle vacanze e quando si ammala perché è anziano e sta per lasciarvi ci si sente morire dentro perché un pezzetto di cuore se ne va con lui. Vi dico comunque di si perché i vantaggi sono talmente tanti, l’amore che porta nella vostra vita, le emozioni, le gioie, i ricordi insieme, le avventure, le chiacchierate a tu per tu che solo lui capisce (sì anche quelle senza andare alla neuro) sono infinitamente superiori alle cose negative. Certo un cane è come una persona con necessità e bisogni e l’impegno non va preso sotto gamba soprattutto se già ne avete tanti altri e le giornate sono tutta una corsa. Ma la risposta è sì, fatelo.

un cagnolino in famiglia (1)

Vi elenco qualche motivo semplice e un po’ banale ma allo stesso tempo vero e provato per esperienza diretta con la mia cagnolina di quasi 15 anni. Non ho bambini ma sono fanciullina dentro (giusto lì)!

  • Un cane sarà un grandissimo amico, compagno di giochi e di avventure per i bambini. Una fonte di affetto e di amore incondizionato, reciproco e sempre ricambiato
  • Avere un cane insegna a prendersi cura di un altro essere vivente, insegna il rispetto, l’attenzione e la costanza
  • Vivere con un cane aiuta il bambino a sviluppare l’empatia, la comprensione delle emozioni altrui e l’espressione delle proprie
  • Avere un cane aiuta a socializzare con gli altri e non sentirsi mai soli
  • Carezzare e coccolare un cane rilassa e scioglie lo stress di tutta la famiglia

N.d.r. Questo post è stato realizzato con abbondante consumo di fazzoletti causa cagnolina malata al seguito.

 

 

Questione di autostima: come aumentarla nei bambini

A volte sul web nascono belle amicizie e una di queste è quella con Vanessa Navicelli, che ho intervistato qualche tempo fa per l’uscita del suo libro Un sottomarino in paese e con cui poi nel ho continuato a scoprire tanti elementi in comune. Alcune sere fa stavamo chiacchierando e riflettendo sulla questione autostima, fattore su cui ahia non ci siamo proprio con tutte le dovute conseguenze. Pensavo quindi a come sarebbe importante lavorare fin da piccoli su questo elemento decisivo praticamente per qualunque aspetto della nostra vita. Dal lavoro alle relazioni sociali è lei a determinare tutto. Ma come si permette questa qua? Ok appurato il fatto che è una prepotente mi sono fatta venire in mente qualche modo per crescere bambini sani e ricchi di autostima facendo attenzione però non farla diventare eccessiva sicurezza in sé stessi.

autostima-bambini

  • Non svalutiamoli e non scoraggiamoli dal fare qualcosa in cui non riescono benissimo e che li appassiona nonostante tutto. La passione è una cosa fondamentale anche se non corrisponde a reale bravura.
  • Evitiamo etichette e generalizzazioni: frasi come “non sai fare niente”, “sei sempre il solito svogliato”. “non ne fai mai una giusta” aumentano solo il senso di sfiducia in sé stessi
  • Diamogli ascolto, prestiamo attenzione a quello che dicono senza sminuirli in nessuna sensazione ed emozione che provano. Manifestiamo anche le nostre emozioni e parliamone
  • Manifestiamo affetto: viva le coccole e le dimostrazioni d’amore anche fisiche
  • Diamo il buon esempio essendo più possibile educati, socievoli, fiduciosi e gentili verso gli altri, aperti alle nuove possibilità che ci si presentano.
  • Incoraggiamo la socializzazione e prestiamo attenzione alle loro amicizie, quelle che coltiviamo fin da piccoli sono essenziali per lo sviluppo della personalità
  • Giochiamo e facciamo attività con loro: cucinare insieme, giocare al se fossi, disegnare o qualunque attività creativa ci venga in mente e ci piaccia fare insieme

autositma-bambini-per-stimolarla-da-fare-con-i-propri-figli-divertendosi                                                              (immagine tratta da The urban post)

  • Dare loro fiducia: facciamogli svolgere dei piccoli compiti domestici, incoraggiamoli a provare esperienze nuove e a correre qualche piccolo rischio
  • Diamo loro delle regole e facciamole rispettare
  • Incoraggiamoli a fare sport che aumenta la serotonina ed è un portatore naturale di autostima. Non importa quale sia lo sport e non importa se è quello che piace a noi e se proprio non gli va non obblighiamoli.
  • Lodiamo gli aspetti positivi, le qualità ed ogni progresso

Che ne dite può bastare? Vi vengono in mente altri suggerimenti?

5 modi per far appassionare i bambini alla lettura

Leggere un bel libro, appassionarci, farci rapire dalla storia e non voler spegnere la luce sotto alle coperte per evitare di uscire da quella realtà è una delle cose più belle che possano capitarci nella vita. Uno di quei piaceri che i non lettori non capiscono e che anzi trovano noiosi non avendolo mai provato o essendosi arresi dopo poche volte senza aver trovato il libro giusto che li rapisse e li portasse via. Vedere un bambino appassionarsi ad un libro soprattutto se ancora piccolo e lo ascolta estasiato dalla nostra voce beh non ha prezzo, come dicevano quelli di una nota pubblicità.

Non tutti i bambini però amano leggere ed ascoltare storie, alcuni si annoiano o hanno una repulsione verso l’oggetto libro. No no no non ci siamo! Certo leggere deve essere un piacere e mai un dovere ma sarebbe bello cercare di instillare nei più piccoli questa  passione da portarsi avanti nella vita come rifugio. Vediamo insieme come fare.

  • Diamo il buon esempio: facciamoci vedere trascorrere del tempo assorti nella lettura di un libro, portiamo i bambini con noi in libreria ad aiutarci a scegliere, presentiamogli il libro come un elemento di relax e benessere. E portiamoli anche in varie librerie per bambini fatto tutte per loro.
  • Creiamo un angolino di lettura tutto per loro: se lo spazio a casa lo consente potremmo arredare in salotto o nella cameretta dei bambini uno scaffale basso delle libreria da riempire con tutti i libri scelti per loro e metterci davanti un bel tappetone morbido o dei cuscini colorati che invoglino a passarci il tempo. Se fare un giro su google ci sono tantissime soluzione per creare un reading nook a misura di bimbo. L’importante è che sia tranquillo, silenzioso ed accogliente.

reading-corner (traschic.com)

(immagine tratta da Traschic.com)

  • Prendiamoci del tempo per momenti di lettura insieme: ritagliamoci spazio durante la giornata o almeno qualche giorno durante la settimana per leggere una storia in tranquillità ai bambini. Creaimo una routine o comunque facciamo in modo che la lettura del libro sia associata ad un momento piacevole e sereno.
  • Frequentiamo un corso di lettura ad alta voce: Ne organizzano tanti in varie librerie per bambini oppure comunque esercitiamoci a lasciarci andare, a mollare i freni e divertirci provando mille voci quando leggiamo uno storia ai piccoli. Ci prenderemo sempre più gusto e sarà un bellissimo momento per noi e per loro da trascorrere insieme. Per informazioni potete andare su Milkbook, Sinnos o Nati per leggere.
  • Non forziamoli: possiamo provare quanto vogliamo ma dobbiamo rispettare i tempi dei bambini e dopo avergli fornito tutti gli strumenti aspettare che siano loro a scegliere di approcciarsi alla lettura con voglia ed entusiasmo. Prima o poi succederà, restate fiduciosi!

 E voi, avete idee su come rendere dei bambini dei lettori in erba?

Parliamo di barattoli: calma e gioia venite a noi!

No, non mi sono data ai post di cucina e non stiamo per fare una conserva di pomodori. I barattoli possono però tornarci molto utili per dedicarci a due attività facili ma d’effetto da fare con i bambini o per noi stessi se ci sentiamo agitati, nervosi o siamo in un periodo in cui non riusciamo a focalizzarci sulle cose perché vortichiamo nella bolla dello stress. Ci serve un aiutino, qualcosa o qualcuno che ci riporti al momento presente, faccia ordine nella nostra mente e ci dica “ehi calma,hai anche tante cose belle intorno a te”. Serve anche a voi vero? Ora vi spiego come fare.

  1. Costruiamo il barattolo della calma o calming jar. Questa è un’attività che fa parte del metodo Montessori e che potete utilizzare quando vi trovate alle prese con un bambino piccolo che ha le crisi isteriche da capriccio selvaggio e non ne vuole sapere di calmarsi. Ma anche su voi stessi se avete la stessa sensazione ma qualche anno di più sulle spalle. È semplicemente un metodo per ritrovare un po’ di tranquillità. Innanzitutto vediamo cosa ci serve:
  • Un barattolo vuoto e trasparente che può essere quello della passata di pomodoro che avete finito ma anche un semplice flacone trasparente in plastica (ad esempio una bottiglietta dell’acqua o uno dei flaconcini che si utilizzano per le ricariche)
  • Acqua calda (ma non troppo!!)
  • Colla liquida glitterata
  • Brillantini colorati
  • Colorante alimentare
  • Un bastoncino lungo di legno per girare il composto

Come si fa? Facile e veloce, a prova di impediti. Versate dell’acqua calda nel barattolo, versateci dentro la colla glitterata in quantità abbondante  e mescolate bene col bastoncino finchè la colla non si è amalgamata. Aggiungete una goccia di colorante alimentare e continuate a girare bene. Aggiungete poi anche i brillantini e mescolate ancora. Sigillate bene il coperchio del barattolo, magari con della colla a caldo. Agitando il barattolo o rigirandolo sottosopra otterrete così tanti brillantini che si muovono nell’acqua colorata e che- o almeno così dicono- hanno un effetto calmante se vi concentrate ad osservarli.

barattolo della calma

2) Il barattolo della felicità o della gratitudine. Il concetto è simile a quello del gratitude journal di cui vi ho parlato poco tempo fa. Anche qui ci serve un barattolo vuoto e trasparente da riempire. Quello che dobbiamo metterci dentro però non sono glitter e colle colorate ma pensieri belli. Si tratta infatti di un esercizio di psicologia positiva ideato dalla scrittrice Elizabeth Gilbert, quella di “Mangia prega ama” per capirci. L’Happines jar consiste appunto in un barattolo da riempire ogni giorno- o almeno il più spesso possibile- con un pensiero positivo su di noi e sulla nostra vita scritto su un foglietto di carta colorato. Ci scriviamo la data,lo pieghiamo e lo mettiamo dentro al barattolo.

barattolo-della-gratitudine c+b

(immagine tratta dal blog di C+b)

Può essere una cosa bella che ci è successa quel giorno, un ricordo, un’emozione, una canzone che abbiamo sentito, un film, un progetto, un obiettivo raggiunto. Possiamo poi tirare fuori un bigliettino a caso in un momento di sconforto oppure lasciarli là se non ci va, fate voi. Questo esercizio utilissimo è rivolto soprattutto agli adulti ma se volete far iniziare a focalizzare i bambini sulle cose belle della loro vita beh non è niente male.

Che ne dite, ci provate?

“A casa della nonna” di Alice Melvin

Un posto dove sentirsi sicuri e protetti, al riparo da tutte le cose brutte che ci sono là fuori. Un posto dove chiudere la porta e sapere che finchè si è lì va tutto bene e non può accaderci niente di male. È la casa della nonna, di solito (almeno per le nonne vecchio stampo di noi trentenni o giù di lì) un luogo dal sapore un po’ antico, con la scatola piena di caramelle Rossana o di gelatine pronta ad attenderci e l’odore di cose buone da mangiare in preparazione. Ecco l’albo di cui voglio parlarvi oggi è una meraviglia che riporta alla luce tutte quelle sensazioni. Si chiama “A casa della nonna” è edito da Rizzoli ed è di Alice Melvin, una ragazza inglese che ora vive in Scozia. Un libro a cui non si può resistere per le illustrazioni fantastiche che si aprono e lo stupore che trasuda ad ogni pagina. Un libro caldo ed accogliente proprio come lo è la casa di ogni nonna.

a casa della nonna
Una bambina dopo la scuola va ogni giorno a casa della nonna
ed inizia ad esplorarla in tutti i suoi ambienti scoprendone mille tesori stanza dopo stanza. Conosce tutto a memoria e ripete ogni volta gli stessi gesti ma ogni cosa e ogni stanza sono comunque sempre una sorpresa e sempre fonte di felicità. Quella felicità rassicurante del sapere cosa si troverà e chi si troverà ad aspettarci giorno dopo giorno. La bambina appende il cappotto all’ingresso, fa merenda con latte e biscotti che trova nella scatola in cucina, si accoccola sul dondolo, esplora il mappamondo, si sdraia a fantasticare sul tappeto e infine va in soffitta dove il baule della nonna pieno di cose antiche e chincaglierie è una vera fonte di meraviglie e tesori. Oggetti che sono lì da anni e anni e che sono destinati a restare nei nostri ricordi.

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a casa della nonna 3Ma la nonna? Dov’è la nonna? La cerchiamo stanza dopo stanza esplorando la casa davvero come fossimo lì perché le porte e le finestre sono intagliate e il tetto della mansarda è addirittura apribile. Lo voglio questo libro! Esplorarlo è un’emozione che evoca ricordi legati all’infanzia, alle case dove siamo cresciuti e che ci accompagnano sempre anche se non ci sono più perché le conserviamo dentro di noi (e in questo periodo io ne so qualcosa). In quella memoria che è soprattutto una memoria del cuore. “A casa della nonna” è un albo poetico, dolce e rassicurante come un abbraccio da qualcuno che ci vuole bene. Dopo averlo letto in libreria lo andrò sicuramente a prendere per conservarlo come coccola nei momenti malinconici.

Ah la nonna non vi dico dove sta ma vi assicuro che c’è. La nipotina non si lascia sola!

 

Cos’è il gratitude journal e perchè voglio provare a farlo

I bambini hanno un’attitudine naturale e spontanea al vivere qui e ora, a godersi i momenti, a gioire delle attenzioni e delle piccole cose. Questa capacità piano piano si perde crescendo e accumulando stress, problemi, pensieri, preoccupazioni e giornate in cui vorremmo solo rintanarci sotto al piumone, arrenderci e fare un grosso ciao a tutto l’ambaradam. Sono le classiche giornate di emme in cui tutto ci sembra andare storto (e probabilmente ci va davvero per qualche ora eh) e ci sembra che non ci sia niente di buono intorno a noi. È quel mostro brutto e cattivo chiamato pessimismo che ci fa vedere tutto nero e senza speranza (ah come lo conosco bene a quello là!).

C’è però un esercizio che potrebbe fare bene a tutti noi: mamme stressate da bambini piccoli e sempre di corsa tra un’occhiaia e uno sbadiglio, laureati in cerca di lavoro che sembra più nascosto di Atlantide, insomma noi umani alle prese con le mille paturnie che ci offre ogni giornata. L’ho scoperto scoperto su Twitter qualche mese fa grazie ai post di Fraintesa sulle #3cosebelle e lo sto riscoprendo sempre sul web anche grazie ad esempio all’ultimo video di Machedavvero . Si tratta appunto del Gratitude journal, cioè un quaderno in cui annotare ogni giorno almeno 3 cose per cui siamo grati e che ci sono capitate durante la giornata.

gratitude-journal

Sembra una scemata e invece vi assicuro che non è affatto facile tanto che mesi fa avevo iniziato a farlo e poi un po’ per pigrizia un po’ per altro l’ho mollato là. Ma voglio riprovarci e provare a farlo davvero con costanza facendolo diventare una piacevole routine. Ogni giornata anche la più incasinata e stressante nasconde dei momenti piacevoli, delle piccole cose (ma dei giorni ce ne sono anche di grandi eh) che ci hanno fatto scappare un sorriso, fatto rilassare un attimo o almeno reso un po’ più lieve il momento. Può essere qualunque cosa: una telefonata ad un’amica, un messaggio inaspettato, una nuova serie tv avvincente che abbiamo scoperto, una maglietta carina ordinata su Zalando, un disegno buffo di nostro figlio che ci ha fatto sorridere e così via. Ognuno troverà i suoi 3 motivi di serenità piano piano sempre di più ogni giorno.

È un esercizio di consapevolezza e di mindfulness apparentemente semplice ma per niente scontato che ci aiuta a focalizzarci sul momento presente, ad allenare la positività e l’ottimismo liberandoli da quel brutto mostro nero di cui parlavamo prima e ad apprezzare quello che di bello già abbiamo ma che finiamo spesso per dare per ovvio e scontato (erroraccio che facciamo tutti).

E voi proverete a farlo? Ci proviamo? Scegliamo un quaderno carino e colorato e cominciamo!